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Ormai, tutti conosco il passato burrascoso di Fabio Quagliarella. Ha vissuto momenti molto tristi, l’attaccante della Samp, soprattutto quando ha lasciato Napoli per trasferirsi alla Juventus.

In un servizio de “Le Iene” il bomber napoletano ha raccontato tutto. Ma proprio tutto di quei momenti bui. Il tutto causato da uno stalker, un individuo che è rimasto in ombra per tantissimo tempo ed ha operato per minare la serenità della famiglia Quagliarella. Il povero Fabio fu accusato di essere un traditore, ma non tutti conoscevano la storia che c’era dietro e gli atti persecutori di cui era vittima.

Tra tutto ciò che è riuscito a raccontare alla Iena, Giulio Golia, questo passaggio rende maggiormente l’idea di cosa abbia subito:

Ogni volta, ogni viaggio che dovevo tornare a Napoli, cercavi di nasconderti, di camuffarti… cappelli, occhiali… per evitare che qualcuno ti dicesse qualcosa. Perché fa male… Dici “Cosa ho fatto di male che mi devo nascondere?”. Alcuni miei amici mi dicevano “Dai, andiamo a farci un giro in qualche locale” e dicevo “No”. Con ciò io ci tengo sempre a dire che non è che tutta la gente è così, perché non vorrei che passasse una brutta immagine della mia Terra. Anzi, il napoletano ha un cuore che… se fossero tutti come noi, sarebbe tutto molto meglio, no? Però faceva male. Io non potevo andare da nessuna parte, non mi potevo godere la mia gente. Perché potevi sempre beccare qualcuno che ti diceva la parolina. Poi sai, una te la tieni, due te le tieni…

E le persone che ti stavano vicino…

“A volte reagivano loro al posto tuo, e io ho sempre voluto evitare questa cosa maledettamente. Facevo “No, non posso litigare, andare a discutere con la mia gente. No, macchè. Non se lo meritano, forse non me lo merito neanche io, però aspettiamo che arrivi quel giorno”.

Storia con lieto fine

Dopo l’intervista, dopo lo sfogo e le lacrime, i napoletani si sono pentiti per essersi comportati così male con lui. Hanno capito di essere stati superficiali, di aver giudicato l’apparenza senza guardare il lato profondo delle cose. Così, subito dopo la messa in onda del servizio, il profilo Twitter dell’attaccante è stato inondato di messaggi. Gli stessi tifosi del Napoli che lo avevano, in precedenza, condannato: “Perdonaci”, “Ti siamo vicini, Fabio”, “Grande uomo”.

Al San Paolo

Quagliarella, adesso, torna al San Paolo da uomo. Con la testa alta di chi ha ritrovato la dignità e la gioia di esistere. Adesso, è tutto un altro Fabio. Così, quando segna su rigore contro il Napoli non esulta. E quando esce dal campo, lo fa tra gli applausi del pubblico. Una storia a lieto fine, quella di Fabio, che è riuscito a liberarsi da un mostro che, pian piano, lo stava divorando.