CONDIVIDI

Chi cucina per i calciatori? Vi siete mai posti questa domanda? Certo, quelli sposati o fidanzati, evidentemente, quando tornano a casa dopo l’allenamento trovano senz’altro un piatto caldo ad attenderli sulla tavola.

Ma gli scapoli? Non dev’essere una passeggiata passare la giornata fuori ad allenarsi per poi tornare a casa ed accorgersi che il frigo è vuoto. Non tutti i maschi sanno cucinare. E in particolar modo i calciatori, già super impegnati, difficilmente potrebbero trovare il tempo per stare ai fornelli.

Ogni problema ha una soluzione

Per i calciatori che non sanno stare ai fornelli ci sono i personal chef: a disposizione 24 ore al giorno e 365 giorni l’anno. Non puoi disperare se non sai fare nemmeno un uovo al tegamino. Adesso ci sono loro: gli chef che ti aiutano a nutrirti giorno per giorno.

Certo, non è una soluzione alla portata di tutti. Avere un personal chef non è cosa da poco. Il prezzo è salatissimo: 500 sterline al giorno. Qualcosa come – scrive La Repubblica – 563 euro. Questa è un’abitudine molto diffusa in Premier League, ma ci sono tutti i buoni propositi per immaginare che presto sarà una “moda” anche negli altri maggiori campionati europei.

Kevin De Bruyne: “Dovevo organizzare i menù di Natale, quindi mi consigliarono di chiamare Jonny Marsh”

Uno dei primi ad uscire allo scoperto sulla nuova tendenza culinaria è stato Kevin De Bruyne, che in un’intervista rilasciata ai media britannici disse: “È qualcosa di incredibile: con lui in cucina è come se stessi in Belgio, come se ci fosse mamma ai fornelli. Sa sempre quando e quanto io debba mangiare”.

Il suddetto Jonny Marsh, cuoco 26enne con già molti anni d’esperienza lavorativa, ha confermato tutto: “Gli atleti spesso abitano da soli e non sanno proprio cucinare. Il loro sport non gli consente di buttarsi sul cibo spazzatura, per questo scelgono i propri private chefs”.