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Siamo in un periodo storico in cui il razzismo, purtroppo, continua ancora a tenere banco tra gli eventi che si verificano allo stadio. Cori, sfottò e quant’altro. La legge, evidentemente, non è abbastanza severa sulla vicenda. A subire atteggiamenti razzisti anche Zlatan Ibrahimovic. L’ex stella del Milan, intervistato in Francia da Canal Plus, ha lasciato un po’ tutti di stucco quando si è toccato l’argomento.

Parla Ibra

 

 

“Voi francesi dite che io sono arrogante. Bene, pure voi siete famosi nel mondo per la vostra arroganza. Insomma, dovreste adorarmi, in fondo rappresento al meglio il vostro modo di essere. Siamo uguali”.

Ibrahimovic non ha peli sulla lingua, c’è poco da fare. Ci ha abituati da sempre ad uscite del genere. La sua è una frecciatina rivolta ad un popolo che non gli sta per niente simpatico. Ma a sorprendere ancora di più sono le parole rivolte verso i propri connazionali, in particolare nei confronti della stampa svedese:

“La stampa svedese non mi difende mai: è un attacco continuo. Il motivo? Semplice: non riesce ad accettare che il mio nome sia Ibrahimovic. Ma va benissimo per me, questo mi rende più forte. Se un altro giocatore svedese facesse gli errori che faccio io, la stampa svedese lo difenderebbe. Insomma, c’è razzismo latente. L’ho capito dalla mia esperienza, dal trattamento che ho avuto. E il motivo è dovuto al fatto che non mi chiamo Svensson, Andersson o con qualsiasi altro tipico cognome svedese”.

Razzismo latente, parola di Ibra

“Io sono il più forte giocatore della storia della Svezia, me nessuno mi appoggia come dovrebbe. Quello che ho fatto io, non lo ha fatto nessuno, ho vinto 11 Swedish Golden Ball, chi viene dopo di me ne ha vinti due. Con me i numeri parlano chiaro. Dovrebbero essere orgogliosi di me. Non importa se sono troppo arrogante per loro, sono il migliore”.