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Nel 2015 c’è stata, precisamente il 1 aprile, la FIGC ha abolito la figura dell’agente FIFA ed ha sancito una ‘regola’ del tutto inedita per quello che riguarda gli agenti di calciatori. Da quel momento in poi, chiunque avesse voluto intraprendere questo tipo di carriera, avrebbe potuto farlo con il solo pagamento della quota d’iscrizione annuale alla FIGC.

Tuttavia, non è andato tutto secondo i piani. Già, perché quella decisione della FIGC voleva rendere tutto il più trasparente possibile, ma non ha fatto altro che creare caos.

Legge di Bilancio 2018

Molto probabilmente, dal 2018 in poi cambierà tutto ancora una volta. La legge di Bilancio, infatti, prevede il reinserimento dell’esame d’abilitazione e la creazione di un albo professionale per rendere chiaro e trasparente ogni tipo di meccanismo per chi esercita questa professione. Questo Registro Nazionale degli Agenti non sarà più sotto la responsabilità della Federazione, ma del CONI, e ad esso si potrà accedere solo dopo aver superato un esame di idoneità subordinato al possesso di determinati requisiti soggettivi. Il Registro Nazionale degli Agenti previsto dall’art. 373 della legge di Bilancio 2018 non riguarderà soltanto il calcio. Anzi, riguarderà tutto lo sport professionistico italiano.

Testo dell’emendamento

“È istituito presso il CONI, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, il Registro nazionale degli agenti sportivi, al quale deve essere iscritto, dietro pagamento di un’imposta di bollo annuale di 250 euro, il soggetto che, in forza di un incarico redatto in forma scritta, mette in relazione due o più soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica, del trasferimento di tale prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva professionistica.

Può iscriversi al suddetto registro il cittadino italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea, nel pieno godimento dei diritti civili, che non abbia riportato condanne per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio, in possesso del diploma di scuola media superiore o equipollente, che abbia superato una prova abilitativa diretta ad accertarne l’idoneità. È fatta salva la validità dei pregressi titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015. Agli sportivi professionisti e alle società affiliate a una federazione sportiva professionistica è vietato avvalersi di soggetti non iscritti al Registro pena la nullità dei contratti, fatte salve le competenze professionali riconosciute per legge.

Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il CONI, sono definiti le modalità di svolgimento delle prove abilitative, la composizione e le funzioni delle commissioni giudicatrici, le modalità di tenuta e gli obblighi di aggiornamento del Registro, nonché i parametri per la determinazione dei compensi. Il CONI, con regolamento da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplina i casi di incompatibilità, fissando il consequenziale regime sanzionatorio sportivo”.

Quindi… come si diventa procuratore sportivo?

Tutto è cambiato. E’ cambiato ancora. Cattiva notizia per chi credeva che anche quest’anno bastasse pagare una piccola somma per poter diventare procuratore sportivo. Adesso, per essere iscritti regolarmente all’albo, bisognerà superare un esame, oltre che provvedere all’esborso dei 250 euro per il bollo di 12 mesi.

Sarà inoltre necessario essere in possesso anche di un diploma di scuola media superiore. Infine, bisognerà dimostrare di non essere stati incriminati per delitti non colposi negli ultimi cinque anni, ed avere quindi pieno godimento dei diritti civili.