CONDIVIDI

Jorginho oggi è uno dei centrocampisti migliori della Serie A, consacratosi nel Napoli alla corte di Maurizio Sarri. Gli azzurri sognano lo scudetto da primi in classifica, quest’anno sembra sia stato raggiunto il giusto livello di maturità per trionfare al termine del campionato. I numeri del regista italo-brasiliano sono impressionati: presente in 17 partite su 20 di campionato con una media di 117 palloni toccati a partita e il 90% di precisione nei passaggi. La nazionale brasiliana non ha creduto abbastanza in lui e perciò l’ex Verona ha accettato la convocazione dell’Italia. Ventura lo ha escluso a lungo, ma lo spartito potrebbe cambiare con l’arrivo del nuovo Commissario Tecnico.

NAPLES, ITALY – DECEMBER 19: Jorginho of SSC Napoli in action during the TIM Cup match between SSC Napoli and Udinese Calcio at Stadio San Paolo on December 19, 2017 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Il racconto della madre

Precisione e geometrie sono però frutto di un grandissimo lavoro, portato avanti e perfezionato nel corso degli anni. Maria Tereza Freitas, madre di Jorginho, ha raccontato i primi passi del centrocampista nel mondo del calcio ai microfoni di Globo Esporte. La rete brasiliana ha dedicato all’azzurro un lungo servizio, in cui Jorge ha avuto modo di raccontarsi a cuore aperto. La madre ha un importante passato da calciatrice ed è stata lei il suo primo allenatore: “A 4 anni lo portavo sulla spiaggia per farlo allenare, giocavamo a calcio. L’obiettivo era riuscire a non far scappare mai la palla, bisognava ottenere un controllo perfetto. Se non riusciva a fermarla, io lo offendevo. Mi diceva che ero antipatica, ma gli rispondevo che volevo soltanto che riuscisse a fermare la palla nel modo giusto. Io ho giocato fino a 45 anni, oggi ne ho 53 e mi fanno ancora delle proposte per tornare. Quando arrivò la chiamata dall’Italia e lo portai in aeroporto ero distrutta, chiesi a Dio di proteggerlo“.