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Si racconta, con una vena di nostalgia, di quando la Serie A era il campionato più bello del mondo. I campioni erano tutti nel Bel paese, considerato un punto di arrivo e mai di partenza. Il calcio nostrano dominava in Europa, ma da allora tante cose sono cambiate. Il livello qualitativo è sceso vertiginosamente: i grandi investimenti degli sponsor sono tutti in Inghilterra e Spagna, le cui leghe sono considerate più competitive e spettacolari. I campioni arrivano in Italia spesso per svernare, si pensi alcuni anni fa a Ronaldinho o Beckham in rossonero. Le piccole non riescono a farsi valere in campo, ma questo non è il più grande problema italiano.

Calciatori sotto tiro

Questo il nome dell’inchiesta dell’AssoCalciatori, da cui è emerso che la Serie A è diventato il campionato più pericoloso. Sempre più spesso infatti i tifosi arrivano ad insultare e minacciare la squadra, talvolta arrivando al contatto fisico. L’Associazione Italiana Calciatori ha dunque pubblicato il proprio report in cui ha studiato il livello di violenza nei confronti del calcio sia nelle serie professionistiche che dilettantistiche. Stupisce dunque che sia proprio la massima serie italiana quella più a rischio: il picco di episodi si registra a Sud e nelle isole, con il 40% dei casi. A Nord invece il 37%, mentre il Centro non va oltre il 23%.

I calciatori non vengono messi nel mirino soltanto per una serie di risultati poco soddisfacenti, ma soprattutto se decidono di cambiare squadra. La maggior parte degli episodi violenti sono infatti nei confronti dei propri stessi beniamini, un amore per questo sport che diventa insano e si trasforma in follia.