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MILAN, ITALY – DECEMBER 27: Leonardo Bonucci of AC Milan celebrates the victory at the end of the TIM Cup match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on December 27, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Leonardo Bonucci quest’estate ha deciso di cambiare aria: addio Juventus dopo alcune incomprensioni con il tecnico Massimiliano Allegri e pronto a vestire la maglia rossonera da capitano del Milan. Inaugurato il proprio sito web, il numero 19 ha ripercorso tutta la sua vita ed i primi passi nel mondo del calcio: “Sono nato il primo Maggio 1987 a Viterbo, da mamma Dorita e papà Claudio, secondogenito dopo Riccardo, di 4 anni e mezzo più grande di me. Nella squadra del Pianoscarano comincio a tirare i primi calci a quella bellissima sfera di cuoio che di lì a poco sarebbe diventata la mia grande passione. Passione del resto ereditata da mio papà Claudio e da mio fratello Riccardo con cui ho condiviso e condivido tuttora questo grande amore. Il 14 maggio 2006 Roberto Mancini, tecnico della prima squadra, mi fa esordire in Serie A, entrando al 90′ al posto di Solari nella sfida dell’ultima giornata di campionato a San Siro contro il Cagliari (2-2): Sono stati pochi minuti ma emozionanti, ogni palla che arrivava erano brividi. Nel giugno 2009, nell’ambito dell’affare Thiago Motta-Milito, passo di proprietà del Genoa dal quale vengo successivamente girato in comproprietà al Bari, avendo così la possibilità di giocarmi le mie possibilità nella massima serie“.

Anni bianconeri

La Juventus è la sua grande occasione, alla ricerca della definitiva esplosione che lo porterà ad essere uno dei migliori centrali in circolazione: “Il 1 luglio 2010, dopo lunghe trattative, la Juventus ufficializza il mio acquisto dal Bari. Lasciare Bari non è stato facile: ho tanti bei ricordi del club, dei tifosi e di tutta la città, ma la “chiamata” alla Juventus non si poteva rifiutare! Poter giocare in uno dei club più prestigiosi al mondo è il coronamento di un sogno e mi riempie di responsabilità: dovrò dare tutto me stesso per contribuire al successo di questa maglia. E così eccomi a Torino, pronto per una nuova stagione in serie A, pronto a buttarmi a capofitto in questa nuova avventura“.

Prima una stagione poco entusiasmante, ma Antonio Conte darà la svolta ad una squadra guidata anche da Leo Bonucci: “Nella stagione 2011/12 che finalmente arriva la nostra rivincita, frutto dell’entusiasmo, dell’impegno ma soprattutto del duro lavoro. In questo senso la nostra nuova casa è stata sicuramente un fattore di novità positivo, come pure la presenza del nuovo mister Conte che ci ha spinto a dare sempre il massimo e a non accontentarci mai. Una combinazione di fattori che finalmente ha portato all’obiettivo tanto cercato: la vittoria dello scudetto! Dopo sei anni la Vecchia Signora può riappropriarsi del tricolore, un tricolore combattuto con le unghie e con i denti. Da parte mia posso solo dire che si è trattato di un vero e proprio sogno. Sogno che giorno dopo giorno è diventato realtà fino alla penultima giornata di campionato quando i numeri hanno decretato la vittoria con una giornata d’anticipo“.

Numero della discordia

Bonucci dedica spazio ad ogni campionato vinto, ad ogni trofeo e ad ogni stagione. Il difensore arriva poi al quinto scudetto, vinto dopo una falsa partenza: “La stagione 2015/2016, sempre con Mister Allegri, non inizia affatto bene. Le vittorie tardano ad arrivare e, come non bastasse, ci imbattiamo anche in qualche bruciante sconfitta, prima fra tutte quella con il Sassuolo, che fanno allontanare pericolosamente la vetta della classifica.
Ma dal derby con il Torino, con il gol in zona Cesarini di Cuadrado che regala la vittoria nella stracittadina, cominciamo ad inanellare una lunghissima serie di vittorie, interrotta sola da un pareggio con il Bologna, che porterà la Juventus ad entrare nella storia con la vittoria del quinto scudetto consecutivo
“.

Accanto a quest’ultima stagione, però, appare la foto di Leo con in mano un grande tricolore ed un 32 impresso sopra. Quello, secondo il club, è però il 34° scudetto della Juventus: i tifosi bianconeri non hanno gradito che Bonucci abbia “dimenticato” i due titoli revocati dopo Calciopoli.