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I tatuaggi hanno invaso e conquistato il mondo del calcio. Tutti i calciatori (o quasi) mostrano una scritta o un’immagine inchiostrata sulla pelle. In Italia Amato Ciciretti, fresco acquisto del Parma in Serie B, gareggia per il primo posto per numero di tatuaggi: una quarantina. Per alcuni un tatuaggio serve a raccontare una storia, un ricordo indelebile, Ciciretti la prende più alla leggera: per una scommessa, si è tatuato il simbolo di Twitter sul braccio.

In Spagna troviamo invece Sergio Ramos, difensore centrale tra i migliori al mondo. Uno che ha vinto tutto sia a livello di club che di nazionale, ma che ha ancora fame di successi. Insuperabile quando difende la propria area di rigore, ma letale in quella avversaria quando salta di testa.

I tatuaggi del madridista

Sergio Ramos si è fermato a 12 tatuaggi, almeno per il momento. Tra simboli vari e cuori trafitti da spade, spicca una frase speciale. “Non ti dimenticherò mai” sull’avambraccio sinistro, poche parole ma davvero significative. Questo tatuaggio Ramos lo ha voluto fortemente per onorare la memoria dell’amico e collega Antonio Puerta, terzino del Siviglia morto nel 2007 a causa di un infarto durante la sfida con il Getafe. I tatuaggi non sono soltanto puro esibizionismo, possono raccontare un’amicizia divenuta immortale.

MADRID, SPAIN – SEPTEMBER 13: Sergio Ramos of Real Madrid celebrates scoring his sides third goal during the UEFA Champions League group H match between Real Madrid and APOEL Nikosia at Estadio Santiago Bernabeu on September 13, 2017 in Madrid, Spain. (Photo by Denis Doyle/Getty Images)