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Emmanuel Eboué, terzino classe ’83, è attualmente svincolato e non scende in campo da ormai tre anni. Il calciatore più volte ha dichiarato che il divorzio con la moglie lo ha lasciato sul lastrico. Una carriera da top player in Europa terminata raccontando di aver pensato al suicidio dopo la fine della sua carriera. Le ultime partite disputate da professionista sono state con la maglia del Galatasary, poi il passaggio al Sunderland senza mai scendere in campo.

LONDON, ENGLAND – MARCH 18: Eden Hazard of Chelsea battles with Emmanuel Eboue of Galatasaray during the UEFA Champions League Round of 16 second leg match between Chelsea and Galatasaray AS at Stamford Bridge on March 18, 2014 in London, England. (Photo by Clive Rose/Getty Images)

L’appello

L’ex Arsenal ha fatto nuovamente un appello ai microfoni britannici del Mirror per ricevere aiuto: “Tutto ciò che voglio è tornare a giocare a calcio ancora una volta. Non mi importa dove, andrei anche a Baghdad o in Pakistan solo per giocare. Il calcio è un mondo ingrato, non si tratta più di talento, ma di denaro e affari. La mia situazione mi far star male, non accendo più la televisione quando sono a casa. Quando vedo i miei amici ed ex compagni – conclude Eboué – giocare sono felice per loro, ma nel profondo piango”.

Colpisce che nessuna squadra abbia mai pensato alla sua esperienza a costo zero per rinforzare la propria formazione, magari con un contratto a gettni. Il suo nome avrebbe potuto fare tanto anche in prospettiva di marketing, invece la sua avventura si sta concludendo nella maniera più triste. Una rovina che colpisce anche i calciatori, da sempre professionisti invidiati e posti su un piedistallo. Nessuno pensa mai a quanto anche questo mondo sportivo possa celare grosse delusioni. La fama è temporanea, la storia di Eboué ce lo ricorda: da vincitore a 7 trofei in Turchia ad essere costretto a dormire ospitato da amici.