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Il Var non è l’ultima fermata del lungo cammino della tecnologia sportiva. Il futuro sta per arrivare e non è così lontano come sembra. Nel calcio ci saranno diversi cambiamenti e ad annunciarlo è un certo Ian Pearson, che di mestiere fa il futurologo e ha pronosticato che nel 2030 le partite di calcio saranno “arbitrate da robot”. Sarà un vero e proprio androide a scendere in campo al posto dell’arbitro. Si riuscirà in questo modo a risolvere i problemi riguardanti l’arbitraggio? Per ora, il signor Pearson difficilmente ha sbagliato previsioni. Pertanto, potremmo anche cominciare ad abituarci all’idea che la tecnologia prende pienamente il posto degli arbitri in carne ed ossa.

Chi arbitrerà le partite di calcio?

Il Robonaut creato dal Johnson Space Center della Nasa con gli arti snodabili potrebbe essere il candidato ideale a sostituire l’arbitro. Un robot con numerose applicazioni registrate capace di fare cose pazzesche: dalle iniezioni alla corsa passando per le mosse classiche dell’arbitro. Sempre di più, i robot sembrano far parte del nostro presente piuttosto che del futuro. L’introduzione di questa tecnologia è già stata sperimentata in altri contesti. Infatti, in giro per il mondo abbiamo già visto androidi a cavallo al posto dei fantini. Oppure, per esempio, nella RoboCup ci sono cinquecento squadre composte da umanoidi che giocano a calcio su un rettangolo verde.

Questo è una vera e propria evoluzione epocale. Siamo al cospetto di una rivoluzione tecnologica che potrebbe cambiare le nostre vite sotto ogni aspetto. A questo punto, la domanda sorge spontanea: con un androide a dirigere i match, i tifosi avranno comunque da ridire sulle decisioni relative all’arbitraggio? Per ora, accontentiamoci del VAR che già sta eliminando diverse problematiche. Ci vorrà ancora del tempo per raggiungere la perfezione, sempre che sia possibile.