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Visto cosa ha fatto il presidente del Paok Salonicco al termine dell’ultima partita? Una decisione abbastanza discutibile la sua: è entrato in campo a protestare contro l’arbitro. Il tutto, stando a quanto riportato da diversi commenti sui social network, portando una pistola con sè nella fondina. Insomma, una scena che non può che far male al mondo del calcio. Non si può andare così oltre ogni limite per una semplicissima partita di calcio. Le immagini hanno subito fatto il giro del mondo tramite i social ed hanno scatenato migliaia e migliaia di commenti colmi d’indignazione nei confronti del presidente del club greco.

La domanda è ‘perché’?

Perché si arriva a tutto questo? Cosa può far arrivare un essere umano ad agire in questo modo? E’ successo tutto per un gol annullato. Insomma, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare il peggio anche se Ivan Savvidis, questo il nome del Presidente del Paok, non ha in nessun momento mostrato la volontà di voler estrarre la pistola. Tuttavia, l’atteggiamento minaccioso e i ripetuti attacchi nei confronti del direttore di gara lasciavano intendere che da un momento all’altro sarebbe accaduto qualcosa di grave ed irreparabile. Così, la polizia ha pensato a placare gli animi nel più breve tempo possibile.

Il presidente chiede scusa

Sono trascorsi appena due giorni dall’incidente che ha causato anche la sospensione del campionato greco e una indagine della federcalcio per decidere sull’episodio in questione. Il presidente del club si è scusato pubblicamente per l’episodio: “Sono molto dispiaciuto per quello che è successo, chiaramente non avevo il diritto di entrare in campo in quel modo”

Savvidis è uno che riesce sempre a far parlare di sé. In Grecia è molto conosciuto non soltanto nella sfera calcistica, bensì anche in quella politica. E’ un uomo d’affari greco di origini russe nato in Georgia. Ha tanti, ma tanti soldi ed è considerato uno degli uomini più ricchi del Paese.

Il calcio malato che tanto lo fa soffrire

Savvidis ha tutto l’interesse nel far passare il gesto per una cosa di poco conto. Così, ha provato a minimizzare tutto chiedendo umilmente scusa. Stando alle parole del presidente, sarebbe tutta colpa del calcio malato: “Mi scuso con i sostenitori del Paok, con tutti i tifosi greci e con la comunità calcistica internazionale. Credetemi, non era mia intenzione interferire con gli arbitri. Io, la mia famiglia e miei colleghi siamo vittime ed ostaggi di un calcio malato. Sto combattendo e continuerò a farlo, nonostante i continui attacchi, per un calcio pulito e leale”.