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Se avevate preoccupazione in merito alla divulgazione di dati personali da parte di Whatsapp, beh, questa notizia potrebbe cambiarvi la giornata. L’ICO (Information Commissioner Office) del Regno Unito è arrivata ad una conclusione ‘doverosa’ con Facebook e la sua app di messaggistica WhatsApp: non si dovranno condividere i dati degli utenti per scopi diversi dall’elaborazione delle funzioni di base. Per ora, niente multe in riferimento a quanto accaduto finora con WhatsApp e Facebook. Tuttavia, l’ICO ha ottenuto l’impegno da parte della app verde a non condividere i dati personali dei propri utenti con Facebook in futuro. O almeno finché i due ‘colossi’ non potranno farlo in modo conforme al regolamento generale sulla protezione dei dati.

Mantenere la calma

L’ICO non ha voluto agitare le acque forse proprio per arrivare ad una conclusione che andasse bene per tutti. Il commissario Elizabeth Denham ha affermato che l’ICO ha deciso di non multare Facebook  in quanto WhatsApp nonostante volesse commettere illecito non lo ha mai fatto. «WhatsApp ci ha assicurato che nessun dato degli utenti britannici è mai stato condiviso con Facebook, pertanto i criteri per emettere una sanzione pecuniaria non sono soddisfatti», queste le sue parole.

Parliamoci chiaro, è molto importante ai giorni d’oggi avere un po’ più chiare quelle che sono le politiche in merito alla privacy. Ormai, è tutto lì sui nostri smartphone ed è necessario che qualcuno tuteli le nostre informazioni personali. Una nuova legge entrerà in vigore proprio a maggio in tutta l’Unione europea al fine di garantire una serie di cambiamenti dei Termini e Condizioni dei servizi digitali.

La condivisione di dati

L’ICO ha iniziato questa importante indagine nel mese di agosto 2016 quando WhatsApp introduceva un aggiornamento alla sua informativa sulla privacy, in cui si affermava che intendeva iniziare a condividere i dati degli utenti con Facebook. «WhatsApp può utilizzare Facebook come piattaforma per elaborare i dati. Questa è una pratica comune e, se condotta in modo coerente con la legge, in genere non solleva problemi di protezione dei dati – ha affermato il commissario Denham -. C’è il desiderio di migliorare la trasparenza, il controllo e la responsabilità, in un momento in cui i dati personali sono sempre più centrali nei modelli di business dei principali attori dell’economia digitale».

Un portavoce di WhatsApp ha anche espresso un pensiero sulla suddetta indagine dell’ICO: «WhatsApp tiene molto alla privacy dei propri utenti. Raccogliamo pochissimi dati e ogni messaggio è crittografato end-to-end. Come abbiamo ripetutamente chiarito durante l’anno scorso, non stiamo condividendo dati nei modi in cui il Commissario informatico britannico ha affermato di essere preoccupata, e così non lo facciamo in nessun luogo in Europa».