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L’astrofisico Stephen Hawking, una delle menti più geniali della nostra epoca, ci ha lasciato appena qualche giorno fa. Lo scienziato era affetto da anni dalla SLA (sclerosi laterale amiotrofica): una grave malattia degenerativa che ha limitato sempre di più qualsiasi movimento del suo corpo. Nulla ha fermato, però, la sua mente ed i suoi studi. E’ stato il maggior conoscitore del cielo, delle stelle e grazie a lui sono stati fatti grandi passi avanti nella conoscenza e nelle ipotesi riguardanti i buchi neri. Scienza, ma anche un certo interesse per il calcio.

Students and teachers at Stephen Hawking school in Bogota, pay homage to the British scientist, following the announcement of his death, aged 76, on March 15, 2018.
Renowned British physicist Stephen Hawking, whose mental genius and physical disability made him a household name and inspiration across the globe, died on March 14th aged 76. Propelled to superstardom by his 1988 book “A Brief History of Time”, which became an unlikely worldwide bestseller, Hawking dedicated his life to unlocking the secrets of the Universe.
/ AFP PHOTO / Raul ARBOLEDA (Photo credit should read RAUL ARBOLEDA/AFP/Getty Images)

Consigli alla nazionale

Tutto il mondo lo ha omaggiato e ringraziato per quanto fatto. Tempo fa Stephen Hawking diede alcuni consigli alla nazionale di calcio inglese, chissà che in estate al Mondiale non risultino davvero utili per la vittoria finale. Ecco quanto affermava lo scienziato: “Le statistiche evidenziano che la nostra nazionale vince di più quando indossa il completino rosso. Questo colore dà maggior fiducia a chi lo sceglie lo confermano dei ricercatori tedeschi che hanno anche rilevato quanto questo colore aiuti ad essere più aggressivi e dominanti. Secondo i miei calcoli, il 4-3-3 è il miglior modulo. C’è il 10% di possibilità in più di vincere“.

Infine ha parlato dei calci di rigore: “Vanno tirati con il piatto, non con il collo del piede. I calciatori senza capelli hanno maggiori possibilità di riuscire a far gol“.