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Emiliano Mondonico è andato via all’età di 71 anni, dopo sette anni vissuti in un’incessante lotta contro la “bestia”. Il mister era gravemente malato: un tumore prima sconfitto, poi tornato nuovamente. Dal 2012 il tecnico ha lasciato i campi professionistici dopo aver salutato il Novara e si è dedicato ad alcuni interventi in tv come opinionista. Il calcio è in lutto, il Mondo era uno che ne sapeva parecchio di questo sport: grande amante, oltre che gran conoscitore.

Gli esordi

Nel 1966 comincia la carriera da calciatore alla Cremonese dopo essere stato scoperto nelle givoanili nella società dilettantistica Rivoltana, ma fin da piccolo giocava nell’oratorio di Rivolta d’Adda. L’esordio in Serie A arriva due anni dopo con la maglia del Torino. Appena due stagioni e sceglie di scendere di categoria vestendo la maglia del Monza: 23 apparizioni e sette gol per l’ala che torna poi in Serie A con l’Atalanta. La sua carriera da calciatore terminò alla Cremonese: un cerchio che si chiude nelle serie minori senza aver, però, mai vinto un trofeo. Il campionato di Serie D e di Serie C sono le uniche soddisfazioni che Mondonico mise in bacheca durante la prima parte della sua vita. Il meglio doveva ancora venire.

Mondo allenatore

La Cremonese gli affidò subito la guida delle giovanili e, poco dopo, quella della prima squadra in Serie B. Mondonico firmò il ritorno in Serie A dopo 54 anni: era il 1984, lombardi in festa. Retrocessione in B e trasferimento al Como, dove raggiunge un nono posto in Serie A. Nel 1987 arriva sulla panchina dell’Atalanta trovando subito la promozione nella massima serie. Guidò la squadra bergamasca in in Coppa delle Coppe fino alla semifinale. Un’esperienza rimasta nel cuore del club in quel momento ancora in Serie B, che oggi ricorda così il Mondo: “Atalanta in lutto.
Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta con grande commozione sono vicini alla moglie Carla, alle figlie Francesca e Clara, ai familiari tutti, e partecipano al loro profondo dolore.

Emiliano Mondonico ha indossato la maglia nerazzurra prima da giocatore e quindi da allenatore scrivendo alcune delle pagine più importanti della storia dell’Atalanta. Non solo ottenne immediatamente la promozione nella massima serie, ma fu protagonista dell’esaltante cavalcata in Coppa delle Coppe dove arrivò a disputare la semifinale contro il Mechelen.

In momenti come questo si fa sempre tanta fatica a trovare le parole, forse perché non ce ne sono.
Se n’è andato un pezzo importante di storia atalantina, ma mai potrà essere dimenticato.
Ciao mister, ciao “Mondo”…”.

Cuore granata

La sua avventura più importante come tecnico è stata sulla panchina del Torino. Un grande tifoso viola rimasto nel cuore dell’intera tifoseria. Un vecchio cuore granata che regalò una Coppa Mitripa nel 1991 e una Coppa Italia la stagione successiva. Come dimenticare poi la finale di Coppa Uefa contro l’Ajax: Mondonico perse quella partita e, per lamentarsi nei confronti dell’arbitro, agità in aria una sedia. Un’immagine indimenticabile, che racconta la grinta di un grande uomo.

Ciao mister #Mondonico, in alto le sedie! ❤️

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Il Torino lo saluta: “Ciao Mondo. Ci mancherai”.

Un addio sì, ma questo uomo di calcio non sarà mai dimenticato dal mondo che lo ha sempre apprezzato e stimato.