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Artem Dzyuba proprio non ne voleva sapere di rimanere in panchina contro la sua ex squadra. Lo si può definire un ex dal dente avvelenato a tutti gli effetti. L’esperto attaccante russo scartato da Roberto Mancini, ha infatti segnato allo Zenit nella recente gara di campionato portando il risultato sul pareggio con la maglia dell’Arsenal Tula proprio a pochi minuti dal termine.

Ci teneva molto a segnare alla sua ex squadra e, fin qui, tutto nella norma. Tuttavia, secondo quanto riporta ‘La Gazzetta dello Sport’, Dzyuba in base a una clausola prevista dal contratto per giocare contro lo Zenit avrebbe dovuto pagare una penale da circa 150 mila euro. L’ha fatto! Di tasca sua ha versato la cifra per poter entrare in campo e ‘vendicarsi’.

Non si vive solo di soddisfazioni?

Beh, forse no. Ma talvolta l’esigenza è proprio impellente. Non osiamo immaginare, tuttavia, la beffa enorme per la squadra di Mancini che peraltro solo due settimane era stata punita da Shatov – altro ex – che ha vinto la partita con il Krasnodar mettendo nei guai lo Zenit. “Penso che un calciatore non debba pagarsi l’opportunità di giocare contro il suo club. Tra circa 20 giorni saranno di nuovo a San Pietroburgo…”, dice Mancini.

Fatto sta che, però, probabilmente Dzyuba non ha dimenticato cosa gli diceva Mancini e come si comportava con lui. Infatti, ricordiamo cosa affermò il calciatori ai microfoni di ‘Russia 24’: “Abbiamo parlato faccia a faccia, diceva che dovevo correre e allenarmi più degli altri, e ci ho dato dentro. Poi mi sono reso conto che sbattevo contro una porta chiusa”.