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Il Milan perde contro il Torino con il risultato finale di due reti a zero, e per la prima volta dopo mesi si ritrova ufficialmente fuori dalla zona Champions League. Contro i granata la compagine rossonera ha dato vita all’ennesima prestazione sottotono degli ultimi tempi, una gara in cui tra l’altro è giunta nel finale anche l’espulsione di Alessio Romagnoli, che non ci sarà per il prossimo incontro. «Eravamo abituati a saper soffrire – le parole di Gennaro Gattuso, allenatore dei meneghini, al triplice fischio finale – se analizziamo le ultime 7-8 partite succede sempre qualcosa e poi la squadra fa fatica, non riesce a reagire. Non posso quindi venire in conferenza stampa e dire che ho visto la squadra bene. Ci vuole onestà, non posso raccontare quello che non vedo». Ma cosa è successo negli ultimi due mesi, precisamente dalla sconfitta nel derby? Il Milan sembrava pronto ad assestarsi fra il terzo e il quarto posto in classifica senza non troppe difficoltà, ma sul più bello si è spenta la luce: «È una squadra che si impegna – ha continuato Gattuso a Sky Sport ma facciamo fatica. Ci divertiamo meno di due mesi fa, non siamo brillantissimi, pensiamo troppo. E mi devo fare qualche domanda, per questo dico che non riesco a entrare nella loro testa».

MILAN, SCONFITTA COL TORINO: CHAMPIONS LONTANA E GATTUSO

Dopo la sconfitta di ieri il Milan è scivolato al quinto posto in classifica, a quota 56 punti e a meno due dalla Roma, in attesa che l’Atalanta scenda in campo questa sera, a Bergamo contro l’Udinese. In sette partite, dalla gara contro l’Inter in avanti, il Diavolo ha perso quattro match, precisamente contro i nerazzurri, la Sampdoria, la Juventus e appunto il Torino, pareggiando contro il Parma e con la Spal e vincendo contro la Lazio. Un ruolino di marcia che recita cinque punti sui 21 disponibili, con conseguente classifica compromessa, senza tenere conto della sconfitta in Coppa Italia contro la Lazio che ha decretato l’eliminazione dal torneo. Inevitabile, alla luce di come stanno andando le cose, fare delle domande sul futuro dello stesso Gattuso: «Il mio futuro? Si basa sui risultati, come per tutti gli allenatori. Io sono il primo responsabile se stiamo facendo fare figuracce a una squadra storica». Il tecnico calabrese si è intrattenuto per circa un’ora negli spogliatoi con la dirigenza, leggasi Leonardo, Gazidis e Maldini, un incontro che probabilmente sarà servito come ultimatum allo stesso Gattuso, nonché per spronare la squadra in questo finale di stagione. Il Milan giocherà in casa lunedì prossimo contro il Bologna, quindi volerà a Firenze per sfidare la Fiorentina, poi ospiterà in casa il Frosinone e chiuderà la stagione a Ferrara contro la Spal. Quattro gare senza dubbio non impossibili in cui il Diavolo dovrà mettercela tutta per ottenere il massimo e sperare di riagguantare il quarto posto.

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