CONDIVIDI
Luca Toni con Matteo Salvini
Toni, Salvini (web)

Sorpresa a Modena, dove in occasione del comizio elettorale del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista delle Europee del prossimo 26 maggio, si è visto anche Luca Toni. Il campione del mondo 2006, ex calciatore fra le altre, di Verona, Brescia, Palermo, Fiorentina e Bayern Monaco, due volte vincitore della classifica capocannonieri, era sul palco mentre il leghista parlava, e i due si sono stretti le mani, come si può notare dallo scatto di cui sopra. Una decisione, quella dell’ex calciatore e attuale opinionista di TV8, che è stata condivisa da alcuni e criticata da altri, ma si sa che ogni qualvolta un personaggio pubblico si espone, in particolare in ambito politico, piovono elogi e nel contempo critiche. Un comizio che non è passato di certo inosservato quello di oggi a Modena, visto che le forze dell’ordine sono dovute intervenire per calmare gli animi di alcuni esagitati, che hanno iniziato a tirare dei sassi contro gli stessi poliziotti, e urlando degli slogan contro il razzismo, come riferisce l’edizione online di TgCom24. Un presidio di dimostranti ha fatto partire una sassaiola contro gli agenti all’ingresso del parco Novi Sad, e la polizia ha replicato con una carica. Le acque si sono poi calmate per un paio d’ore fino a che non sono ripresi i tafferugli, e un giovane è rimasto ferito al capo e soccorso, mentre una persona è stata fermata e identificata.

LUCA TONI A MODENA SUL PALCO CON SALVINI

«Magari sei mesi di servizio militare negli alpini non farebbero male, una cosa per volta», così ha replicato ai facinorosi il ministro Matteo Salvini, che a loro volta hanno risposto con “scemo” e “buffone”, bloccati dalla polizia nei pressi di piazza Matteotti. «Mia figlia che ha sei anni fa cori più intelligent – la controreplica del vice presidente del consiglio che poi ha aggiunto rivolgendosi al primo cittadino – se sono abusivi, sindaco, quei centri sociali me li sgomberi». Quindi il massimo esponente della Lega ha proseguito chiedendo fra il serio e l’ironico di «prendere nome e cognome di quei cinquanta lì in fondo. Se vogliono mantenere dieci clandestini a testa, glieli mandiamo a loro. Cari compagni, faremo un museo a Modena dopo il 26 maggio a tutela del panda e dei comunisti. Sono esseri simpatici sia gli uni che gli altri. Permettetemi di scherzare, perché uno arriva al venerdì abbastanza stanco». Sulla vicenda si è espresso anche il presidente della regione Veneto, il legista Zaia, cha ha difeso a spada tratta l’operato del suo “titolare”: «Ovunque vada il ministro dell’interno Matteo Salvini è fatto segno di intimidazioni e minacce, atti criminali da non sottovalutare mai, che testimoniano di un pessimo clima, alimentato ad arte. A Salvini esprimo la mia solidarietà umana e istituzionale».

Se vuoi essere aggiornato solamente sulle notizie di tuo interesse, è arrivata l'APP che ti invierà solo le notifiche per le notizie di tuo interesse!

✅ Scarica Qui x Android: TopDay_PlayStore
✅ Scarica Qui x OS: TopDay_AppStore