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Byron Moreno vs Italia
DAEJEON, SOUTH KOREA – JUNE 18: WM 2002 in JAPAN und KOREA, Daejeon; Match 56/ACHTELFINALE/KOREA – ITALIEN (KOR – ITA) 2:1 n.V.; Schiedsrichter Byron MORENO zeigt Francesco TOTTI die ROTE KARTE (Photo by Sandra Behne/Bongarts/Getty Images)

Torna allo scoperto Byron Moreno, arbitro che tutti gli italiani non si scorderanno mai. Si chiamava infatti così il direttore di gara della famosa partita fra la nazionale italiana guidata da Giovanni Trapattoni, e la Corea del Sud, match valevole per gli ottavi di finale dei campionati del mondo di calcio del 2002. Durante quell’incontro Byron Moreno ne combinò di ogni contro gli azzurri, arbitrando in maniera a dir poco vergognosa, probabilmente la peggior direzione di gara in un mondiale che si ricordi. Oggi, a 17 anni da quegli eventi, il fischietto ecuadoregno ha fatto per la prima volta un passo indietro, ammettendo di aver sbagliato. Attenzione, Moreno non ha confessato di aver diretto dal primo minuto al novantesimo in favore dei coreani, ma riferendosi al famoso fallo di Hwang Sun-hong, che intervenne a gamba alta su Zambrotta, ferendo lo stesso terzino azzurro, ha spiegato: «Quel fallo commesso da Hwang Sun-Hong era da punire con il cartellino rosso». All’epoca, quel pericolosissimo intervento venne sanzionato solamente con una punizione in favore dell’Italia, ma il giocatore della Corea doveva essere espulso per la gravità del suo intervento. L’ammissione di parziale colpevolezza è giunta in occasione di un’intervista rilasciata al programma tv Futbol Sin Cassette, durante la quale si è tornati a parlare del match del 18 giugno del 2002 a Daejon.

BYRON MORENO SI PENTE DOPO 17 ANNI

L’Italia si trovò di fronte i padroni di casa, spinti da un pubblico calorosissimo, e nonostante la rete iniziale di Bobo Vieri, alla fine gli azzurri furono condannati al Golden gol dal perugino Ahn (poi licenziato clamorosamente dall’allora presidente Luciano Gaucci) e dall’arbitraggio di Moreno. Durante i 90 e passa minuti di gara, Byron ne combinò di tutti i colori, a cominciare dalla famosa espulsione di Totti, il braccio alzato con il cartellino rosso e il viso inespressivo dell’arbitro che guardava nel vuoto, un’immagine che noi italiani ci siamo portati dietro per molto tempo. Aggiungiamoci rigori non concessi, sviste e falli non sanzionati, tutti episodi che condannarono l’Italia alla sconfitta, che se ne tornò a casa piena di rabbia. Dopo quella prestazione scandalosa l’arbitro venne assolto, altrettanto scandalosamente, dalla Fifa, ma rispedito a casa sua. Peccato però che di lì a poco venne radiato dopo aver diretto in maniera sospetta una gara di campionato ecuadoregno fra Liga di Quito e Barcelona Sporting Club, in cui concesse 6 minuti di recupero (la gara poi terminò al 103esimo, dopo 13 minuti) e un rigore inesistente ai padroni di casa. Dopo altre vicissitudini più o meno sospette, nel 2010 venne fermato all’aeroporto JFK di New York con addosso 6 chili di cocaina e condannato a due anni e mezzo. Dopo aver scontato la condanna ha cambiato look, ed ora ha i capelli lunghi e lisci ed ha perso molti chili.