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Piatek, Milan
VERONA, ITALY – MARCH 09: Krzysztof Piatek of AC Milan reacts during the Serie A match between Chievo Verona and AC Milan at Stadio Marc’Antonio Bentegodi on March 9, 2019 in Verona, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

E’ più di un mese che il bomber di casa Milan, il pistolero Piatek, non trova la via del gol. Dopo un avvio scoppiettante in maglia rossonera, indossata a partire dallo scorso gennaio dopo il calciomercato di riparazione, il centravanti della nazionale polacca si è spento, in linea con i suoi compagni di squadra. La domanda sorge quindi spontanea: il Diavolo era trascinato da Piatek o era il centravanti dell’est Europa a trascinare i meneghini a suon di gol? Difficile dare una domanda certa a questa riposta, fatto sta che l’ultimo gol in maglia Milan del giocatore natio dell’impronunciabile Dzierzoniow risale allo scorso 6 aprile. Fu una rete pesantissima, contro la Juventus all’Allianz Stadium, ma illuse solamente il Milan e i suoi tifosi visto che dopo il vantaggio iniziale della squadra di Gattuso, la Vecchia Signora ribaltò l’incontro.

MILAN, PIATEK STRONCATO DA ADANI “SENZA GOL RIMANE BEN POCO”

Lele Adani, noto opinionista di Sky Sport, famoso anche per i suoi continui battibecchi con l’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, ha analizzato il momento di “Bum bum” Piatek dagli studi della tv satellitare, e le sue parole non sono di certo al miele: «Io mi auguro – sia per il ragazzo sia per il Milan che ha investito su di lui – che il vero Piatek sia un giocatore che metta qualcos’altro al di là del goal, perché senza il goal cosa rimane? Pochino». Adani sottolinea come la fase realizzativa di un attaccante sia importante, così come un terzino che deve crossare, un centrocampista che deve impostare e recuperare: «ma un attaccante che segna e basta – prosegue l’ex calciatore – non è utile nel calcio di oggi, perché quando manca il gol devi poter contare sulle alternative». L’opinionista di Sky Sport ricorda come le squadre con i due capocannonieri dell’anno scorso, Inter e Lazio con Icardi e Immobile, siano arrivate quarta e quinta: «Una squadra cresce anche con il lavoro dell’attaccante al di là del gol – spiega – dal mio punto di vista Piatek la capacità realizzativa non la perderà mai, anche in un periodo di crisi. La capacità di giocare a calcio invece deve ancora conoscerla».

I NUMERI DI QUESTA STAGIONE

Troppo impetuoso il punto di vista di Adani? Forse non del tutto, anche se non va dimenticato che Piatek è alla sua prima esperienza in Serie A e alla sua prima esperienza nel Milan, una squadra dove non è mai stato facile giocare, soprattutto nelle ultime stagioni quando la situazione è peggiorata in maniera significativa. Piatek ha segnato 29 reti in 40 partite, di cui 35 in Serie A (con 21 gol annessi) e 5 in Coppa Italia con 8 marcature. Con il Milan ha giocato 16 gare, segnando 8 gol, per una media perfetta di una rete ogni due giornate. In maglia Grifone, invece, 13 gol in 19 match, fra cui 9 nelle prime sette uscite. Piatek ha segnato tre gol contro l’Atalanta, due contro la Roma, uno contro la Lazio e uno contro la Juventus. Un bilancio tutto sommato non così negativo come sembrerebbe.