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Andy Robertson (Getty Images)
MANCHESTER, ENGLAND – APRIL 10: Andy Robertson of Liverpool joins in as Liverpool players celebrate after their sides first goal during the UEFA Champions League Quarter Final Second Leg match between Manchester City and Liverpool at Etihad Stadium on April 10, 2018 in Manchester, England. (Photo by Laurence Griffiths/Getty Images,)

Curiosa la favola di Andy Robertson, il terzino sinistro del Liverpool che ieri si è laureato campione d’Europa battendo il Tottenham nella finale di Champions League. Fino a pochi anni fa, il calciatore della nazionale scozzese era un mezzo sconosciuto. In queste ore è infatti tornato virale un tweet che lo stesso giocatore aveva postato nel 2012, in cui affermava che la vita faceva schifo. “Life at this age is rubbish with no money #needajob”, le parole scritte il 18 agosto del 2012, sette anni fa, che tradotte significano “la vita a questa età fa schifo se non hai i soldi #hobisognodiunlavoro”. Già perché in quel periodo Andy Robertson non se la passava proprio bene, essendo uno dei tanti calciatori del settore giovanile del Queen’s Park, e con un futuro davanti non proprio roseo. Andy veniva da una precedente esperienza fra le fila del Celtic, che però era finita male, visto che i bianco-verdi lo avevano scartato perché considerato troppo magro.

ANDY ROBERTSON “NON CHIAMATEMI CENERENTOLA”

Poi nel 2013 lo sbarco nel Dundee United, quindi il passaggio all’Hull City nell’estate del 2014, e l’inizio dell’ascesa, completata con il trasferimento al Liverpool tre anni dopo, nel luglio del 2017, in cambio di una decina di milioni di euro. In un paio d’anni quel giocatore “quasi” sconosciuto che a inizio carriera era costretto a lavorare e a giocare per mantenersi, è esploso letteralmente ed ora è uno dei terzini più desiderati al mondo. Ma guai a parlare di lui come di una “Cenerentola”, visto che lo stesso, in una recente intervista a The Players’ Tribune, aveva parlato così: «Se c’è una cosa che mi fa i******e è quando parlano di me come una specie di Cenerentola. Non è così. Nessuno è arrivato con la bacchetta magica, non ho vinto improvvisamente alla lotteria, ma mi sono fatto un c**o così per arrivare dove sono».

UNA STAGIONE DA SOGNO

Un’esplosione merito anche del suo tecnico, quel Jurgen Klopp che ha deciso di levare dall’undici titolare un certo Albert Moreno, altro talento della fascia sinistra molto interessante, affidando la corsia mancina proprio ai piedi del 25enne di Glasgow, piedi sopraffini vedendo come crossa e quanti assist ha totalizzato in questa stagione il ragazzo, ben 13 fra campionato e Champions League. La vittoria della Champions League di ieri giunge a coronamento di una grandissima stagione, con Robertson che è sceso in campo in ben 48 partite, un campionato praticamente infinito, di cui 12 in Champions, le 6 gare dei gironi iniziali, le due degli ottavi, un quarto di finale contro il Porto (all’andata era squalificato per somma di ammonizioni), le due semifinali contro il Barcellona e infine la finalissima di ieri contro il Tottenham. Una stagione incredibile, proprio come la sua carriera…

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