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Tria e i Minibot (Getty Images)
Tria e i Minibot (Getty)

E’ scontro all’interno del governo sui minibot. Si tratta di titoli di stato per l’appunto mini, che (in particolare) la Lega sta fortemente caldeggiando di modo da permettere alla pubblica amministrazione di poter pagare i propri debiti verso i fornitori (si parla di circa 53 miliardi di euro, il 2.9% del prodotto interno lordo) Per dirlo in gergo tutt’altro tecnico, sono una sorta di moneta parallela, che proprio per questo motivo è stata bocciata dal numero uno della Banca Centrale Europea, la BCE, Mario Draghi, nonché quest’oggi dal ministro dell’economica Giovanni Tria. Parlando da Fukuoka, in Giappone, dove è in corso il G20 economico, il titolare del tesoro ha spiegato: «Questa è una cosa che sta nel loro programma: il ministero dell’Economia ha girato un parere negativo. Penso che in un’interpretazione, quella del debito, non servono – ha aggiunto – nell’altra (valuta alternativa, ndr), ovviamente, si fanno i trattati e quindi non possono essere fatti».

SALVINI: “MINIBOT? PUO’ ESSERE UNA SOLUZIONE”

Peccato però che la scorsa settimana alla Camera sia passata una mozione all’unanimità con protagonista proprio i minibot, e di conseguenza all’interno del governo è partita la nuova ennesima querelle. «Minibot? Sullo strumento si può discutere – il commento di oggi pomeriggio del ministro dell’interno</strong>, Matteo Salvini, favorevole all’iniziativa – è una proposta, ma sul fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie (debiti risalenti a governi e anni precedenti) deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell’economia. È una questione di giustizia». Simile il pensiero dell’altro vice-presidente del consiglio, Luigi Di Maio, che si è rivolto così al collega Tria: «Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot, il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche, né le presunte ragioni dei singoli. Ripeto, una parola: soluzioni!».

GIORGETTI: “NON SONO L’ANTICAMERA DELL’USCITA DALL’EURO”

E c’è chi pensa che stampando i minibot (che avranno un valore molto basso, 5, 10, 20, 50 e 100 euro), l’Italia si prepari all’addio all’Euro e all’uscita all’Unione Europea ma su questo punto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, parlando a margine del convegno dei giovani industriali a Rapallo, ha voluto fare chiarezza: «I minibot non sono l’anticamera dell’uscita dall’Unione europea o dall’euro. Sono un tentativo di trovare una soluzione al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione che non abbiamo creato noi. E su cui siamo disposti a discutere». E a chi paragona i minibot ai soldi del monopoli, Giorgetti risponde: «A monopoli si gioca almeno in due e per la moneta come per il monopoli serve fiducia. Se dai fiducia alla moneta che ti do questa aumenta valore».

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