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Ponte Morandi
Ponte Morandi (Getty Images)

E’ stato abbattuto in questi minuti il Ponte Morandi di Genova. Il viadotto sul Polcevera, teatro della sciagura che il 14 agosto dell’anno scorso uccise 43 persone innocenti, è stato demolito stamane. Le ultime due gigantesche pile ancora in piedi, la 10 e la 11, sono state fatte brillare con apposite cariche da parte degli artificieri. Un’operazione complessa e organizzata nei minimi dettagli, durata però poco più di un battito di ciglia, all’incirca sei secondi. Tanto è infatti bastato per far crollare a terra tonnellate di cemento armato, e far scomparire di fatto dalla faccia della terra il noto ponte che attraversa il capoluogo ligure. La preparazione dell’operazione era iniziata nella giornata di ieri, a cominciare dall’allontanare i residenti della zona rossa, circa 3500 persone che abitano appunto a ridosso del Morandi, e che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni per motivi di sicurezza.

PONTE MORANDI, PRESENTI SALVINI E DI MAIO

Nel contempo, 400 uomini delle forze dell’ordine si sono messe a presidio della zona, evitando che qualche malintenzionato potesse entrare negli edifici temporaneamente abbandonati, e dare vita ad azioni di sciacallaggio. Inoltre, è stata bloccata la viabilità ligure, con l’autostrada chiusa per ovvi motivi. Ieri il sindaco di Genova, nonché commissario straordinario per l’emergenza del capoluogo ligure, Marco Bucci, parlava così della demolizione di oggi: «Tutto è pronto. Il rischio zero non esiste ma tecnicamente possiamo parlare di un rischio irrisorio». Ad assistere alla demolizione delle pile 10 e 11 anche alcune fra le cariche più alte dello stato, a cominciare dai due vice-presidenti del consiglio, leggasi il ministro dell’interno, Matteo Salvini, e il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio. Presente anche il ministro della difesa, Elisabetta Trenta, nonché la stampa di mezzo mondo, posizionata a circa 300 metri di distanza dal Morandi.

“ORA LA RICOSTRUZIONE”

«Domani (oggi ndr) sarà una giornata – aveva invece spiegato nelle scorse ore Giovanni Toti, il governatore della regione ligure – non solo per la nostra città e la Liguria, ma per l’Italia intera. Ma questo giorno, fatto anche di sacrifici e rinunce personali, sarà il giorno della svolta». Il leader del Carroccio, all’arrivo a Genova, ha invece spiegato: «I genovesi e gli italiani il prossimo anno avranno il loro ponte. Rendo omaggio a una città che non si è mai fermata, sono qui a ricordare le vittime. Oggi non solo viene giù il vecchio, ma viene su il nuovo – aggiunge e conclude il vice-premier leghista – tutti stanno facendo la loro parte. Questa è una bellissima lezione di concretezza».

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