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Carola Rackete
Carola Rackete (web)

Carola Rackete è stata arrestata. La 27enne comandante della Sea Watch 3, imbarcazione della Ong che negli scorsi giorni aveva soccorso una cinquantina di migranti al largo della Libia, è finita in manette la scorsa notte, dopo aver attraccato presso il molo del porto di Lampedusa, forzando il blocco impostogli dalle autorità. Appena la nave si è fermata, le forze dell’ordine italiane sono salite a bordo, arrestando la capitana tedesca, che ora rischia dai 3 ai 10 anni di carcere a seguito della sua manovra a dir poco avventata. «Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate sono stati momenti di puro terrore nella notte – hanno fatto sapere all’agenzia Adnkronos, fonti della Guardia di Finanza – dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del comandante è stata un’azione criminale. Punto».

CAROLA RACKETE, LE FIAMME GIALLE “AZIONE CRIMINALE”

La Sea Watch 3, nella sua manovra di attracco, ha effettuato delle “mosse” che hanno appunto ostacolato la motovedetta delle Fiamme Gialle, che nel contempo stava cercando di impeire alla stessa nave Ong di entrare nel porto siciliano. «E stata un’azione criminale – ha proseguito la Gdf – la motovedetta è rimasta schiacciata sulla banchina. Se ci fosse stato maestrale come questa mattina sarebbe stata una tragedia. Non sappiamo come sarebbe finita. I ragazzi hanno rischiato di morire. La motovedetta di appena dodici metri aveva addosso quel bestione di acciaio di oltre 600 tonnellate, poteva finire male per gli uomini della Guardia di Finanza». Subito dopo l’arresto, Carola si è scusata con le autorità italiane, spiegando loro: «Vi chiedo scusa – riporta Adnkronosma non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso. La mia intenzione era quella di completare la mia missione, non certo di speronarvi».

TENSIONE AL MOMENTO DELL’ARRESTO

Tensione al momento dell’arresto, dove un gruppo di persone presenti sulla banchina del molo, hanno inveito contro la stessa Carola Rackete, gridandole anche cose indicibili: “Spero che ti violentino ‘sti negri”, e ancora “zingara, venduta, vattene, vergognati. Devi andare in galera”, “Tossica”, “cornuta”, “manette, manette”. Quindi “Vi devono violentare le mogli, ‘sti clandestini” e infine lo slogan “Prima gli italiani”. Il tutto è stato filmato dal senatore del Partito Democratico, Davide Faraone che ha postato sul proprio profilo Facebook il video, poi rimosso. La cosa certa è che si è conclusa una vicenda, quella della Sea Watch 3, che ha fatto discutere e non poco durante le ultime due settimane, e ancora una volta si è riproposta la questione dei migranti e del sistema di accoglimento: il meccanismo di accoglienza va senza dubbio oliato meglio.

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