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Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)

Zlatan Ibrahimovic è God. L’attaccante ha rilasciato nelle scorse ore un’intervista a Twitter Sports, che ha confermato il carattere da “spaccone” dello stesso 37enne centravanti svedese di proprietà dei Los Angeles Galaxy. L’ex attaccante, fra le altre, di Milan, Inter e Juventus, con un bagno di umilità, ha spiegato che per descriverlo bisognerebbe utilizzare l’hashtag God, che significa Dio. Ecco alcuni dei passaggi più significativi della chiacchierata del bomber di Malmoe: “Ciao, sono Zlatan Ibrahimovic. Attaccante dei Los Angeles Galaxy. Orgoglio svedese. Mi potete seguire in tutto il mondo perché io sono il mondo (sto scherzando). E su Twitter? Mi sorprende che non lo sappiate: l’account è @Ibra_official“. Simpatico il dettaglio su Game of Thrones, serie tv da record: “Guardo il Trono di Spade. Chi dovrebbe esserci sul trono? Io. Già sono sul trono. Un hashtag per descrivermi? #God (Dio)”. Quindi Ibra ha chiuso l’intervista dicendo: “Adesso il vostro profilo esploderà. Quanti followers avete? 2 e adesso ne avrete 2 milioni? 15 milioni, oh davvero? Wow. Allora sono io che ho bisogno di voi, non il contrario”.

IBRAHIMOVIC GOD E NON SOLO: QUANTE PERLE…

Ovviamente non è la prima volta che Ibrahimovic regala perle di saggezza nelle molteplici interviste rilasciate durante la carriera. Una volta, ad esempio, parlò così della sua nazione d’origine, la Svezia: “Non sono un tipico ragazzo svedese, ma ho messo la Svezia sulle cartine mondiali”. Ibrahimovic ha moltissime passioni, tra cui quella ben nota per il taekwondo. A riguardo un giorno disse: “Se avessi praticato professionalmente il taekwondo avrei vinto l’oro alle Olimpiadi”. Fra i suoi periodi più turbolenti vissuti in carriera, l’esperienza al Barcellona, squadra in cui Ibra era approdato (lasciando l’Inter), per vincere la Champions League, invano. Ricordando quell’esperienza e i numerosi scontri con il tecnico blaugrana dell’epoca, Pep Guardiola, un giorno disse: “Non sono uno violento, ma fossi Guardiola avrei paura”.

LA RISPOSTA AD UN GIORNALISTA SVEDESE

Ibrahimovic ne ha avute anche per l’ex attaccante norvegese John Carew, un gigante proprio come lo svedese: “Quello che Carew riesce a fare con un pallone io posso farlo con un’arancia”. Ben noti anche i battibecchi con i giornalisti sportivi, come quello in diretta tv con una collega di Sky a cui Ibra si rivolse dicendo “Vai a cucinare”, per poi scusarsi in seguito. Ad un collega svedese invece un giorno disse: “Mi chiedi cosa sono questi graffi in faccia? Non lo so, dovresti chiederlo a tua moglie”. Infine, quando approdò al Paris Saint Germain per giocare in Ligue 1, campionato “minore” rispetto a quelli dove aveva giocato fino ad allora, disse: “Non c’è bisogno che io sappia tutto degli altri calciatori, tanto tutti i calciatori conoscono me”.

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