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La Bombonera
La Bombonera (Getty Images)

Daniele De Rossi saluterà l’Italia questa sera, destinazione Argentina, Buenos Aires, la Bombonera. Alle ore 21:45 l’ex capitano della Roma, storico centrocampista della nazionale italiana, si imbarcherà infatti su un volo di sola andata che lo porterà presso la nazione sudamericana, dove inizierà la sua nuova avventura con la prestigiosa maglia del Boca Juniors. Dopo che la compagine capitolina aveva deciso di non rinnovare il contratto al giocatore, non senza polemiche, alla fine lo stesso De Rossi ha optato per quella squadra che da tempo sognava. In un’intervista risalente all’aprile del 2017, infatti, l’ex “capitan futuro” parlava così degli Xeneizes: “Avrei desiderato giocare al Boca, a 20, 30 o 35 anni. E’ uno dei miei desideri e lo è sempre stato. Mi piacerebbe essere in campo in un match contro il River alla Bombonera. Quando vedo quello stadio, mi leva la vita”.

LA BOMBONERA: PERCHE’ QUESTO SOPRANNOME?

A e breve De Rossi potrà esaudire il suo sogno di giocare nella famosa Bombonera, lo stadio dove gioca il Boca il cui vero nome è Estadio Alberto J. Armando. Ad affibbiargli questo soprannome fu l’architetto Victor Sulcic, colui che ha progettato la casa della compagnie gialloblu, a seguito della somiglianza dello stesso impianto ad una scatola di “bombole”, i cioccolatini (tra l’altro ricevuti dallo stesso architetto in regalo per il suo compleanno). Purtroppo De Rossi non potrà disputare il derby più spettacolare al mondo alla Bombonera, la sfida contro il River Plate, visto che la federazione calcistica argentina ha stabilito che la stracittadina si giocherà al Monumental quest’anno, e il campionato argentino non prevede match di andata e ritorno (la scorsa stagione giocò in casa il Boca). L’eventuale scontro fra le due squadre di Buenos Aires all’Alberto J. Armando potrebbe avvenire solo in Copa Sudamericana.

LA SOMIGLIANZA COL FRANCHI, IL TREMORE, LA FORMA A D…

Ma scopriamo qualche curiosità in più su questo mitico impianto, a cominciare dal fatto che il Boca, prima di stabilirsi nel 1940 alla Bombonera, girò ben 7 diversi stadi. La prima partita ufficiale venne disputata il 2 giugno di quell’anno, e fra il 49 e il 52 venne ampliato con un terzo anello, sospeso sopra le strade che circondano per 7 metri. Chi ha assistito ad una sfida del Boca in casa parla di un’acustica esagerata, con le urla e i cori dei tifosi degli Xeneizes che si sentono in maniera incredibile per uno stadio comunque all’aperto. La forma della Bombonera è a “D” a causa della forma del terreno su cui è appunto stato costruito l’impianto: sulla linea retta troviamo i palchi, con una torre alta quasi 40 metri. Da segnalare anche la somiglianza con il Franchi di Firenze, il cui progetto si trovava in esposizione proprio a Buenos Aires negli anni ’30. La Bombonera trema a causa dei salti dei 60mila tifosi sugli spalti; per molti il fenomeno è un motivo di orgoglio, mentre per altri, come Hernan Crespo, si tratta di motivo di preoccupazione. In una recente intervista infatti dichiarò: “La Bombonera si muove? Certo, molto forte, perché è instabile. Ma qui è più comodo far passare tutto ciò per semplice folklore. Stiamo aspettando che una tribuna crolli e che ci siano dei morti per istituire un vero comitato alla sicurezza”.

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