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Manolas (Getty Images)
Manolas (Getty)

Patrick Cutrone è ad un passo dal dire addio al Milan. Il giovane attaccante rossonero è rientrato a Milano nella giornata di ieri, ma sarà solo di passaggio, pronto a salutare l’ambiente meneghino e ad iniziare una nuova avventura nella Premier League inglese, presso il Wolverhampton. Chi lo ha visto scendere la scaletta dell’aereo che da Boston ha riportato il comasco in Italia, ha notato un giocatore scuro in volto, forse deluso da come sono andate le cose, o semplicemente solo provato dal lungo viaggio. Nessuno può dirlo con certezza, fatto che sta che fino a pochi mesi fa il baby bomber del Milan sembrava destinato a rimanere a lungo a Milanello, e invece… E invece il classe 1998 lascerà il Diavolo dopo solo due anni. Inutile girarci attorno, se si cede un giovane calciatore, i motivi sono semplicemente due: questioni economiche, ed è nota la situazione dei conti di via Aldo Rossi, e questioni tecniche, tradotto, la dirigenza non crede più in Crotone.

CUTRONE VIA DAL MILAN, GIUSTA SCELTA?

Difficile dire a tutt’oggi se il Milan faccia bene o meno a cedere il ragazzo, fatto sta che 13 reti in 63 incontri, dieci anni di rossonero con l’intera trafila fra le giovanili, la conquista della maglia della nazionale under-21, sono sicuramente questioni che non vanno messe in un angolo. Solo il tempo dirà se i rossoneri hanno fatto o bene o meno a cedere Patrick, ma è evidente come negli ultimi anni i vari campioncini cresciuti nel vivaio del Milan, siano poi fuggiti via forse troppo frettolosamente. Si pensi ad esempio a Bryan Cristante, classe 1995 che i rossoneri cedettero al Benfica nell’estate del 2014, dopo tre anni in rossonero. Il friulano è rientrato in Italia un paio di anni dopo per esplodere definitivamente fra le fila dell’Atalanta, ed essere poi acquistato dalla Roma, dove la scorsa stagione ha giocato 35 partite, segnando anche 4 gol.

PETAGNA, CRISTANTE, PALOSCHI…

Un altro esempio di talento ex Milan è Andrea Petagna, anch’egli classe ’95 come Cristante, che dopo un esordio in rossonero nel 2012 addirittura in Champions League, ha iniziato a girovagare per l’Italia fra Sampdoria, Latina, Vicenza, Ascoli, Atalanta e infine Spal. A Ferrara ha trovato la sua dimensione e l’anno scorso ha registrato la sua miglior stagione in carriera con 16 marcature in 35 reti. Probabilmente il bomber originario di Trieste è più adatto ad una medio-piccola rispetto al Milan, ma pensare alle reti segnate dallo stesso, e a quelle (poche) del fronte d’attacco milanista, fa comunque riflettere. In questa categoria di talenti ex rossoneri potremmo inserire anche Paloschi, a segno il 10 febbraio del 2008 in Serie A, dopo una manciata di secondi dal suo esordio ufficiale. Sembrava destinato a divenire l’erede di Inzaghi (così come Cutrone), ma alla fine, è finito in periferia.

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