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Stefano Radu, Lazio (Getty Images)

Stefano Radu ha segnato ieri nella sfida fra Lazio e Genoa contro… Ionut Radu. Al di là del fatto che il difensore biancoceleste non sia affatto un goleador, sorprende il curioso caso di omonimia. I due non sono parenti, hanno solo lo stesso cognome, e in Serie A non é la prima volta che succede qualcosa di simile. Il primo precedente si é verificato nel 1981, quando il calciatore del Torino, Paolo Pulici, segnò a Felice Pulici durante Torino-Ascoli. Era invece il 1993 quando Roberto Mancini, attuale commissario tecnico della nazionale italiana, all’epoca alla Sampdoria, segnò a Francesco Mancini, guardiano del Foggia. Per un altro simile caso di omonimia dobbiamo aspettare altri 14 anni, precisamente nel 2007, quando l’ex calciatore dell’Atalanta, Cristiano Doni, superò l’ex estremo difensore di casa Roma, il brasiliano Doni (in realtà solo un “soprannome”). Il primissimo caso avvenne in realtà in un’epoca molto lontana, in un calcio completamente diverso da quello di oggi, ovvero, nel 1942 quando Lucidio Sentimenti segnò ad Araldo (i due erano fratelli) durante Modena-Juventus. Fu un evento più unico che raro visto che entrambi erano portieri. Ora tutti si domandano quale sarà il prossimo caso di omonimia in Serie A, e in molti scommettano su Milan-Brescia, ovvero, sul bresciano Donnarumma che segna al suo omonimo rossonero. Difficile prevedere se ciò accadrà veramente ma visto l’inizio complicato di stagione del Diavolo non va escluso a priori.

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