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Inter-Tottenham 2010, Bale (Getty Images)

Esattamente oggi, 9 anni fa, andava in scena la sfida di Champions League Inter-Tottenham, una delle gare di coppa più belle di quella stagione, e che di fatto consacrò Gareth Bale nell’olimpo del calcio. L’esterno d’attacco della nazionale gallese aveva all’epoca 21 anni, e per novanta minuti fu di fatto imprendibile da parte della retroguardia nerazzurra, divenendo il primo ed unico giocatore a segnare un hat trick, tre gol, contro appunto la compagine meneghina in Champions. Quella di nove anni fa a San Siro fu una gara dai due volti, con un primo tempo in cui in campo vi fu solo l’Inter, che pochi mesi prima aveva alzato al cielo la Champions League, con conseguente avvicendamento in panchina Mourinho-Benitez. Al secondo minuto di gioco Inter già in vantaggio grazie alla rete di capitan Zanetti, dopo bella triangolazione con Coutinho e Samuel Eto’o. Al settimo Inter che trova addirittura al raddoppio grazie ad calcio di rigore trasformato da Eto’o, con ospiti tra l’altro in inferiorità numerica a seguito dell’espulsione di Gomes. Ma non finisce qui perché al 14esimo tocca a Stankovic apporre il proprio nome sul tabellino, grazie ad una bella conclusione dopo azione con il camerunese. Passano 21 minuti e l’Inter trova addirittura il quarto gol, ancora con Eto’o, che al 35esimo viene lanciato in profondità di Coutinho, prima di insaccare in rete.

INTER TOTTENHAM, NEL SECONDO TEMPO E’ “MONSTRE BALE”

Ma nel secondo tempo sale in cattedra il Bale di cui sopra, all’epoca un buon giocatore in ottica mercato italiane. A inizio ripresa il nazionale gallese fa tutto da solo: parte dalla sua metà campo, si immola sulla fascia sinistra, chiude il triangolo con il compagno, e batte Julio Cesar. Al 90esimo il raddoppio sempre firmato Bale, e rete fotocopia del primo. Infine, nel recupero, altra rete di Bale dopo bell’assist di Lennon. Recentemente l’attaccante del Real Madrid aveva ricordato così quella sfida: “E’ stato probabilmente il punto più alto della mia carriera, a essere onesti. Era una grande opportunità. Giocavamo contro i campioni in carica della Champions League e loro erano in casa. Ho giocato molto bene e dimostrato di poter competere contro i migliori. Da quel momento non mi sono più guardato indietro e ho creduto sempre di più in me stesso. Questo è il motivo per cui ho raggiunto questo livello. Mi ha fatto capire di poter competere e di poter fare bene anche con avversari molto forti. Mi ha dato quella consapevolezza di poter credere in me stesso che prima non avevo, consapevolezza che da allora non ho più perso”.

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