Ronaldo prigioniero e sopportato a Manchester: gli è rimasto solo il ritorno allo Sporting

Cristiano Ronaldo separato in casa a Manchester, ma sempre più complicato è trovare un modo per dirsi addio

Così prigioniero forse non era mai stato. Cristiano Ronaldo vive da separato in casa, da sopportato al Manchester United che intanto frana contro il Brentford e prende quattro gol senza appello facendo calare qualche ombra anche su Erik Ten Hag, il vate olandese che per adesso non ha ancora minimamente trovato la quadra dei suoi Red Devils. Per adesso nessun allarme conclamato, ma certo serve una svolta immediata.

ronaldo manchester united
Ronaldo © LaPresse

Ma il problema numero uno è CR7 e la reciproca difficoltà che hanno il club e lui in prima persona a trovare un modo per separarsi. Alle spalle c’è un mese e mezzo di mercato in cui l’asso portoghese è stato accostato a varie squadre, anche in Serie A, con una dose maggiore o minore di fantasia, senza che si sia mai concretizzato un trasferimento definitivo. Solo per ricordare qualcuno di questi passaggi, il nome di Cristiano in Serie A è stato accostato alla Roma e al Napoli, si è parlato di Mendes al lavoro nei mesi passati per provare ad offrirlo all’Inter e al Milan. E poi nemici storici acerrimi come l’Atletico Madrid e il Barcellona. Davvero non se ne è fatta mancare una. Compreso il consueto passaggio (ancora a vuoto) con Parigi e il Psg.

Ronaldo nervoso, lo United pure: addio unica strada, ma per dove?

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Cristiano Ronaldo © LaPresse

Intanto le cronache raccontano di un CR7 sempre più nervoso e infastidito da questa situazione che non trova sbocchi a poco più di due settimane dalla fine del mercato. Uno stato d’animo del tutto condiviso dal tecnico e dai dirigenti del Manchester United che starebbero trovando il modo per interrompere definitivamente il rapporto. Davvero la sua seconda avventura con i Red Devils rischia di chiudersi in modo molto amaro.

Resta una strada, che pure è stata battuta fin qui, ma sempre messa da parte nella speranza del giocatore e del suo manager, che si aprissero percorsi più virtuosi: parliamo del ritorno allo Sporting, dove tutto cominciò. A questo punto bisogna davvero pensare che Jorge Mendes riannodi con decisione questo filo e che CR7 rimetta la maglia che lo ha scoperto campione e pronto per andare a conquistare il mondo aprendo la prima porta della grande Europa del calcio proprio a Manchester, nell’estate del 2003. I giorni che verranno diranno la verità, Lisbona può tornare ad essere la casa calcistica della star che a 12 anni iniziò da lì, poco più che bambino, il percorso del campione che con Lionel Messi ha segnato gli ultimi vent’anni del firmamento calcistico mondiale.

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