Follia in Ecuador, arbitro spinto e schiaffeggiato: polizia in campo!

Episodi folli in Ecuador: in occasione di una sfida di Liga Pro, l’arbitro Alex Cajas è stato colpito ripetutamente. Ecco tutti i dettagli.

Le decisioni arbitrali non sempre sono accettate in maniera equanime, e molto spesso possono dar vita a numerose polemiche, dentro e fuori al rettangolo verde. Ciò che è successo in Ecuador, però, ha davvero del clamoroso.

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In occasione della sfida di terza divisione tra Macara ed Aucas, infatti, il direttore di gara Alex Cajas è stato “vittima”, suo malgrado, di scene di ordinaria follia. Negli ultimi minuti di gioco, dopo un consulto VAR, Cajas ha infatti decretato un calcio di rigore a favore della compagine ospite, scatenando l’ira dello staff e dei calciatori del Macara, che hanno letteralmente accerchiato arbitro, dando vita ad un capannello per sbrogliare il quale si è reso necessario l’intervento della polizia.

Mentre era in procinto di ritornare sul rettangolo di gioco, l’arbitro è stato infatti inseguito non solo da un membro della panchina dei padroni di casa, all’indirizzo del quale ha prontamente sventolato il cartellino rosso, ma anche dal preparatore dei portieri, che ha colpito Cajas con un pugno, facendolo cadere a terra.

Follia in Ecuador, tutti contro l’arbitro: decisivo l’intervento della polizia

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A sedare la situazione, secondo quanto riferito dal The Sun, ci ha pensato l’intervento della polizia, la cui irruzione con scudi antisommossa ha contribuito a placare gli animi furenti, facendo riprendere regolarmente il gioco. Al calcio di rigore “incriminato”, assegnato e realizzato dall’Aucas, ha fatto seguito un altro penalty, questa volta concesso ai padroni di casa nel corso di uno dei 13 minuti di recupero concessi dal direttore di gara.

I bollenti spiriti, però, si sono riaccesi subito dopo, con Cajas che è stato costretto ad espellere altri due calciatori poco prima del triplice fischio. Alla fine, a causa dei numerosi capannelli che hanno inframmezzato il gioco, il match si è concluso dopo 20 minuti di recupero: inevitabile pensare, però, che gli “strascichi” arrecati da quanto successo porteranno il giudice sportivo a squalificare molti calciatori e membri dello staff tecnico per le prossime partite.

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