Tra musica, sciamano ed un ritiro a 27 anni: la nuova vita di Juan Antonio

Sono tantissime le storie di calciatori che ritiratosi ancora relativamente giovani hanno poi intrapreso strade differenti con vite completamente nuove e spesso curiose. È il caso anche di Juan Antonio, ex Sampdoria e Brescia che dopo il ritiro a 27 anni ha trovato una strada diversa 

Non sempre la felicità la si trova in campo, nel corso della carriera da calciatore. Sono infatti parecchi i giocatori che hanno deciso, per un motivo o per un altro, di ritirarsi in tenera età, andando poi a caccia di una vita differente. È quella che racconta anche l’argentino Juan Antonio, trequartista classe 1988 che ha avuto un passato disparato anche in Italia. Ricordato soprattutto per le sue avventure al Brescia e alla Sampdoria, il nativo di Trelew ha giocato anche ad Ascoli, Varese e Feralpi Salò con nel pezzo anche un fugace passaggio a Parma in transito.

Dallo sciamano alla musica fino al sogno Mondiale: si ritira a 27 anni Juan Antonio
Juan Ignacio Antonio ©LaPresse

Ad appena 27 anni, nel 2015, Juan Antonio decise di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo per intraprendere una nuova stimolante vita: quella della musica.

Dallo sciamano alla musica fino a Francia ’98: la nuova vita di Juan Antonio

Dallo sciamano alla musica fino al sogno Mondiale: si ritira a 27 anni Juan Antonio
Juan Ignacio Antonio ©LaPresse

Della sua nuova vita Juan Antonio ha parlato in una lunga e bella intervista a ‘Gianlucadimarzio.com’: “Da bambino tornavo a casa dagli allenamenti e trovavo sempre mia mamma a suonare e cantare. Era un amore che doveva sbocciare. Il presidente Ferrero mi ha venduto al Parma e secondo me sapeva che stava per fallire. Io ho accettato quella situazione e dopo qualche mese il club è fallito. Non avevo squadra ed ero infortunato, con tanti soldi persi. Non avevo la forza di ricominciare. Sapevo che volevo fare il musicista, ma avevo una sensazione di tristezza”.

L’Italia è stata una parte fondamentale della carriera di Juan Antonio, che fu portato al grande calcio dal Brescia dal River Plate, e dopo essere stato anche proposto a Napoli e Atalanta. Le Rondinelle fecero la propria scommessa sul classe 1988 anche se il ricordo migliore arriva da un’altra realtà: “Vorrei ringraziare la famiglia Bianchi: loro mi hanno aiutato tanto quando sono arrivato a Brescia. La promozione in A con la Samp è il ricordo più bello, con un ds fantastico, il migliore che ho avuto: Pasquale Sensibile”. I problemi veri sono iniziati invece dopo il fallimento del Parma con il contratto perso e quella voglia di divertirsi fino poi alla discesa in Serie C e a quella decisione improvvisa di appendere le scarpe al chiodo a 27 anni per abbracciare la musica.

Un post vita calcistica che è stato tutt’altro che semplice fino alla depressione superata proprio grazie alla musica ma anche ad uno psicologo e ad uno sciamano. Un percorso molto particolare e complicato da descrivere per stessa ammissione di Juan Antonio ma che ha contribuito a fargli ritrovare il sorriso. L’ex calciatore per suggellare il tutto inoltre ha fondato Francia ’98, una band con suo fratello e suo cugino: “Suoniamo musica popolare, somiglia un po’ al pop e al rock. – dice a ‘Gianlucadimarzio.com’ – L’ispirazione non è il ritmo, ma la canzone, la storia. Quello in Francia è stato il primo Mondiale che ho vissuto davvero”.

Una storia molto particolare quella di Juan Antonio: dal calcio alla discesa fino alla depressione e alla ripresa grazie alla musica ed anche a uno sciamano.

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