Una firma lunga tre mesi: la triste storia del giovane Kujabi

A Frosinone tutti aspettano Kalifa Kujabi, centrocampista classe 2000 che non può ancora scendere in campo per questioni burocratiche

In casa Frosinone si attendono sviluppi sul fronte di Kalifa Kujabi, centrocampista classe 2000 che la scorsa stagione ha giocato con la maglia della Torres in Serie D. Un’operazione – si legge su ‘gianlucadimarzio.com’ definita da tempo – ma ancora da ufficializzare. Sul giocatore si erano posati gli occhi anche di Cagliari, Empoli e Torino, ma il Frosinone è stato il più determinato a puntare sul giovane calciatore.  Visite mediche di rito, poi subito a mettersi a disposizione di Fabio Grosso. Ma settimane dopo il suo arrivo, questioni burocratiche ne hanno bloccato il tesseramento. Colpa di quella cittadinanza italiana che tarda ad arrivare: “I documenti sono a posto già da tempo, manca solo l’ultima firma”, afferma l’agente.

Fabio Grosso © LaPresse
Fabio Grosso © LaPresse

La storia del giovane Kalifa Kujabi

Kujabi decide ragazzo di scappare dal Gambia e, dopo un lungo viaggio a piedi nel deserto durato oltre sette mesi, raggiunge la Libia dove come tanti altri profughi viene sistemato in un ‘campo di accoglienza’. “Di quel Paese ho un ricordo tremendo perché le condizioni di vita erano disumane – ha raccontato il giovane – . Dentro il centro c’era anche una prigione dove ho visto morire di fame diverse persone”. Ma Kalifa non si lascia abbattere e prosegue il suo viaggio verso Lampedusa e la Sicilia, dove ancora una volta trova sistemazione in un centro di prima accoglienza. Qui arrivano anche i primi calci italiani ad un pallone: ed è grazie quelli che viene notato da uno scout che lo segnala al Muravera, squadra del campionato di eccellenza sarda. Sono due gli anni sotto la guida di mister Francesco Loi, col quale al primo centra subito la vittoria del campionato di eccellenza. Nel secondo il ragazzo si distingue come uno dei migliori under del girone G della serie D. Nel frattempo, una casa, tanti piccoli lavoretti, la licenzia media e poi il diploma nelle scuole italiane, recuperando gli anni persi. Muravera gli regala anche gli occhi addosso dello Scout Marco Angius, collaboratore dell’Avv. Filippo Pirisi, che lo accoglie nella sua agenzia. L’anno successivo il passaggio alla neonata Torres Sassari, con cui arriva in finale di Coppa Italia e vince – segnando – la finale play off promozione. Il resto è storia recente: in estate sono tante le società che si interessano a Kalifa, a fine giugno l’operazione in dirittura sembra essere quella col Torino: a cambiare il destino del classe 2000 è il DS Guido Angelozzi che, con l’intermediazione di Andrea Bagnoli, riesce a superare la concorrenza e a portare il ragazzo a Frosinone. È fine giugno e l’affare sembra essersi concluso e tutti sono felici e contenti.

Frosinone © LaPresse
Frosinone © LaPresse

I problemi con la burocrazia e l’attesa snervante

Insomma, sempre una storia a lieto fine, ma non è proprio così, perché a mettersi di mezzo c’è la burocrazia e quella cittadinanza italiana che non arriva. Ad oggi, sessione di mercato terminata da una settimana, Kalifa non può ancora firmare il suo contratto con il Frosinone perché la Prefettura di Cagliari, competente per la sua residenza, non ha ancora avuto il tempo di elaborare la pratica che necessita di una semplice firma dal momento che è tutto in regola: assenza di precedenti penali, superamento dei livelli scolastici, permanenza in Italia regolare, matrimonio e figli. Il tutto, peraltro, con il rischio di ulteriori lungaggini in vista delle prossime elezioni politiche. A Frosinone tutti già stravedono per lui: il club ciociaro ha deciso di puntare fortemente sul classe 2000, che ha svolto la preparazione con il gruppo senza però poter essere a disposizione di mister Grosso a causa della mancata fine dell’iter per il ricevimento della cittadinanza italiana. Un aspetto necessario, come abbiamo già scritto, per questioni contrattuali e che costringe il giocatore a restare ai box. Sull’argomento era intervenuto anche il direttore generale del Frosinone Guido Angelozzi, in una conferenza stampa indetta dalla società per un commento sul calciomercato. “Il ragazzo ha le carte in regola ma c’è un iter burocratico da seguire. La cosa mi dispiace, oltre al fatto umano il ragazzo è bravo. Ma non può avere il contratto per ora. Lui è sposato in Italia, ha due figli. La famiglia sta con lui. Questo ragazzo sta perdendo un’occasione di fare un contratto da professionista. Il Presidente però non vuole che vada a giocare per il momento in serie D. E per tutti noi è un caso umano, ci fa tenerezza. Speriamo che questa cittadinanza arrivi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.