L’Italia è ai piedi del fenomeno Jannik Sinner, incoronato di nuovo Re a Torino per il secondo anno consecutivo. Andiamo alla scoperta del baby Sinner calciatore
Sinner sempre più nella leggenda. Il campione italiano si è confermato alle ATP Finals di Torino, battendo in due set il grande rivale Carlos Alcaraz.
Il tennista azzurro continua a macinare vittorie, titoli e record ed ha concluso il suo 2025 con uno dei trionfi più belli. Stiamo parlando di un vero e proprio predestinato, un fenomeno nazionale senza precedenti. Non tutti lo sanno, ma Jannik ha avuto anche un passato da calciatore. A raccontarlo è stato Wolfram Egarter, ex presidente dell’Afc Sexten, la prima società di calcio di Sinner.
“Era il più bravo della squadra. Non stava mai fermo, voleva sempre fare sport. Faceva sci, calcio e tennis insieme. Succedeva spesso che nella stessa giornata si allenasse negli altri sport e poi venisse al campo”.
“Durante una partita Jannik dribblò tutti e segnò. Il padre lo sostituì”. Poi il monito al figlio: “Devi passarla agli altri bambini. È uno sport di squadra, c’è bisogno di tutti”, ha rivelato Egarter.
Il baby Sinner calciatore era un centrocampista di quantità e qualità, che “correva ed impostava, come un numero 10. E segnava tra i 20 e i 30 gol all’anno”. Poi ha scelto il tennis. E a giudicare dai risultati non poteva fare scelta migliore.
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